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Frammenti di Storia | Stampa |

1130 - Le Origini del Nome : S. Maria di Non

la navata di Tessara
la navata di Tessara
Il toponimo NON - "ad Nonum ab urbe Patavio lapídem in via romana Patavium" (valle del Brenta) sia da solo, che come specificazione della sua Chiesa di S. Maria, compare la prima volta nei documenti storici insieme con la "villa Taxare" con cui farà presto vita comune, in una investitura fatta il 18 giugno 1130 dal vescovo di Padova S. Bellino di beni esistenti : " in fundo territorio et confinio sancte Marie de NOM... in fundo et territorio et confinio ville de NON, in fundo et territorio et confinio ville Texare." Le due località avevano chiese, benefici e sacerdoti propri. Di fatto la decima papale del 1297 elenca separatamente, "tra le plebe di S. María di Curtarolo l'ecclesia S. Egidii de Tessara, retta dal prete Rolando, coadiuvato dal prete Alberto e l'ecclesia S. Maria de Nono, retta dal prete Morando coadiuvato dal chierico Giovanni." In un frammento di decima di poco posteriore o anteriore, si può notare che i nomi sono gli stessi ad eccezione del chierico Bartolomeo Cleregagio invece di chierico Giovanni, il rettore di S. Egidio di Tessara (Taxara) pagò 32 soldi per la seconda rata e il rettore di S. Maria di Non 35. Invece non pagarono la prima rata ed erano stati o saranno dispensati dal pagamento delle due rate della decima del 1297. Evidentemente le due chiese non navigavano nell'abbondanza, esposte com'erano alle inondazioni del Brenta e del Piovego e questo spiega anche come già nella prima visita pastorale il 10 giugno 1437 la chiesa di S. Maria di Non abbia in affitto quella di Tessara, anche se questa continuava avere un sacerdote. In seguito S. Egidio finì per diventare chiesa campestre di S. Maria di Non, che ne assorbì beneficio e territorio e da allora le due ville Non e Tessara saranno ufficialmente chiamate "S. Maria di Non dal nome della parrocchia".

Il primo documento che ci ricorda tale località, risale al 1130, nel quale anno, S Bellino (vescovo di Padova) investì a titolo di feudo i coniugi Gualberto e Palma ed i loro figli, di alcuni beni siti in "Villa Taxara". Secondo l'illustre prof. Olivieri il nome di Taxara, successivamente modificata in Tessara, deriva da taxus = tasso, albero della classe delle gimnosperme, forse per la grande quantità di tali piante che esistevano in questo territorio, che con quello di tutto l'alto padovano, era coperto di boschi e di paludi (vedi la palù di Onara ed il bosco di Arsego). Anche di Tessara, come del resto di Non, non è possibile, causa la scarsezza e l'aridità dei documenti dell'epoca, conoscere la data in cui fu iniziata la costruzione della chiesa, avente per titolare fin dall'origine Sant'Egidio, abate benedettino, morto il 1 settembre 720. Si vuole, che questa chiesetta, sia l'avanzo di un monastero che ivi esisteva già nel secolo XIII° e che fu forse distrutto dal tiranno Ezzelino da Romano, nemico spietato della religione. Per quante ricerche siano state fatte non si è potuto rintracciare documenti che trattino di ciò. E' però certo che in seguito al mutato corso del Brenta, giunto a pochi metri dalla chiesa, si rinvennero nel terreno franato grande quantità di materiali da costruzione che dimostrano essere ivi esistita una grande fabbrica che aveva al centro un pozzo.


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